Critical Reviews | Marco Adinolfi - www.marcoadinolfi.com

M A R C O A D I N O L F I
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C R I T I C A L    R E V I E W S

Una selezione di recensioni e letture critiche dedicate alle opere, alle mostre e ai progetti di Marco Adinolfi.
A selection of reviews and critical writings on Marco Adinolfi’s works, exhibitions and projects.


Recensione critica  - 6 settembre 2025
Marco Adinolfi, “Resilience” e Ji Oh, “Adrenaline”
SHATTO GALLERY, LOS ANGELES

In occasione di “Disquiet vs Harmony”, mostra curata da Cynthia Penna e Yujin Iris Jeong presso Shatto Gallery di Los Angeles, la galleria ha pubblicato il 6 settembre 2025 un post nel quale presenta affiancate “Resilience” (2025) di Marco Adinolfi e “Adrenaline” (2004) dell’artista coreana Ji Oh. L’ accostamento si inserisce nel progetto curatoriale della mostra, che riunisce artisti italiani e coreani le cui opere riflettono, secondo la presentazione della galleria, la tensione tra frammentazione e unità, inquietudine e risoluzione. Nel presentare Adinolfi, Shatto Gallery descrive il suo lavoro come una ricerca sulla struttura, sull’appartenenza e sulla connessione materiale; per Ji Oh individua invece nell’identità, nello spostamento e nel residuo emotivo della memoria i principali nuclei della sua ricerca. La scelta di affiancare “Resilience” e “Adrenaline” non viene accompagnata dalla galleria da un’interpretazione specifica del rapporto tra le due opere, ma acquista significato all’interno della struttura stessa della mostra: due lavori distinti vengono posti in relazione attraverso una comune riflessione sulle tensioni che attraversano l’esperienza individuale e collettiva. È in questo quadro che “Resilience” viene presentata al pubblico internazionale di Shatto Gallery, nel contesto di un progetto espositivo dedicato al confronto tra differenti sensibilità artistiche.

English version

Critical Review - September 6, 2025
Marco Adinolfi, “Resilience” e Ji Oh, “Adrenaline”
SHATTO GALLERY, LOS ANGELES

On the occasion of “Disquiet vs Harmony”, curated by Cynthia Penna and Yujin Iris Jeong at Shatto Gallery in Los Angeles, the gallery published a social media post on September 6, 2025, presenting “Resilience” (2025) by Marco Adinolfi alongside “Adrenaline” (2004) by Korean artist Ji Oh. The juxtaposition forms part of the exhibition’s curatorial framework, which brings together Italian and Korean artists whose works reflect, according to the gallery’s description, the tension between fragmentation and unity, disquiet and resolution. In presenting Adinolfi, Shatto Gallery describes his work as a practice concerned with structure, belonging and material connection; for Ji Oh, it identifies identity, displacement and the emotional residue of memory as central aspects of her practice. The gallery does not propose a specific interpretation of the relationship between “Resilience” and “Adrenaline”, but their juxtaposition acquires meaning within the structure of the exhibition itself: two distinct works are brought into relation through a shared reflection on the tensions that shape individual and collective experience. It is within this framework that “Resilience” was presented to Shatto Gallery’s international audience, as part of an exhibition engaging different artistic sensibilities.



Il Mattino - 13 novembre 2021
Il Vesuvio tra arte e natura. Scultura nella sede del Parco
di Francesca Mari

 
L’articolo di Francesca Mari racconta l’inaugurazione di “La forma del tempo” di Marco Adinolfi, che entra in esposizione permanente negli spazi del Castello Mediceo di Ottaviano, sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. La giornalista presenta l’opera come un incontro tra arte contemporanea, natura e storia del territorio. Al centro del pezzo è la concezione dell’arte come «storia delle cose», ripresa da George Kubler e assunta da Adinolfi come riferimento concettuale. Mari descrive una scultura nella quale elementi che evocano la natura — la corteccia degli alberi e la roccia — convivono con una forma geometrica e artificiale, simile a un grande metronomo rovesciato. Natura e intervento umano vengono così messi in relazione all’ interno della stessa struttura. Un rilievo particolare è dato al dialogo tra l’opera contemporanea e il Castello Mediceo: l’inserimento della scultura in un’architettura storica stabilisce un confronto tra epoche e linguaggi differenti, nel contesto del paesaggio vesuviano. In chiusura, Mari richiama il lavoro di Adinolfi sul tema dell’«identità e appartenenza» e cita il ciclo “MonoLogo”, attraverso il quale l’artista racconta le contraddizioni della Campania tra «realtà e luogo comune». Il riferimento amplia la lettura dell’opera, inserendola nel percorso di una ricerca artistica profondamente legata al territorio e alle sue rappresentazioni.

English version

Il Mattino - 13 November 2021
Vesuvius Between Art and Nature. Sculpture at the National Park Headquarters
By Francesca Mari

Francesca Mari’s article reports on the inauguration of Marco Adinolfi’s “La forma del tempo” (The Shape of Time), which has been permanently installed at the Medici Castle in Ottaviano, home to the Vesuvius National Park Authority. The journalist presents the work as an encounter between contemporary art, nature, and the history of the local territory. At the heart of the article is the conception of art as a “history of things,” drawn from George Kubler and adopted by Adinolfi as a conceptual reference. Mari describes a sculpture in which elements evoking nature—tree bark and rock—coexist with a geometric, man-made form resembling a large inverted metronome. Nature and human intervention are thus brought into dialogue within a single structure. Particular emphasis is placed on the dialogue between the contemporary artwork and the Medici Castle: the insertion of the sculpture into a historic architectural setting establishes a conversation between different periods and artistic languages, within the  context of the Vesuvius landscape. In closing, Mari recalls Adinolfi’s exploration of “identity and belonging” and refers to the “MonoLogo” cycle, through which the artist addresses the contradictions of Campania between “reality and stereotype.” This reference broadens the reading of the work, placing it within an artistic practice deeply connected to the territory and to the ways in which it is represented.



Corriere del Mezzogiorno, 11 gennaio 2011
“MonoLogo” in mostra alla Pica Gallery: le opere provocatorie di Marco Adinolfi  /  “Quella regione che assomiglia a una pistola”
di Raffaele Nespoli

In occasione della personale “MonoLogo”, allestita alla Pica Gallery di Chiaia, Raffaele Nespoli individua nel concetto di logo la chiave di lettura della ricerca di Marco Adinolfi. Il progetto nasce dalla particolare somiglianza tra la forma geografica della Campania e quella di una pistola, intuizione dalla quale l’artista sviluppa, attraverso opere e materiali differenti, un unico segno ricorrente. Nespoli legge la pistola-Campania come una sintesi tra realtà e luogo comune: un'immagine immediatamente riconoscibile che richiama gli stereotipi associati al territorio, ma che nello stesso tempo li sottopone a riflessione. Tra le opere ricordate figura “L’Ottimista”, legata all’ emergenza dei rifiuti e costruita sulla tensione tra ciò che l’immagine mostra immediatamente e un significato positivo che emerge a una lettura più attenta. Nella lettura del giornalista, la ripetizione della stessa forma non costituisce quindi una semplice reiterazione visiva. Il logo diventa progressivamente un linguaggio attraverso il quale Adinolfi mette in relazione identità territoriale, cronaca, stereotipo e realtà contemporanea.

English version

Corriere del Mezzogiorno, January 11, 2011
“MonoLogo” at Pica Gallery: Marco Adinolfi’s Provocative Works / “The Region That Looks Like a Pistol”
By Raffaele Nespoli

In his article on “MonoLogo”, Marco Adinolfi’s solo exhibition at Pica Gallery in Chiaia, Raffaele Nespoli identifies the concept of the logo as the key to understanding the artist’s research.
The project originates from the striking resemblance between the geographical outline of Campania and the shape of a pistol. From this observation, Adinolfi develops a recurring visual sign through a range of works and materials. Nespoli interprets the Campania-pistol as a synthesis of reality and stereotype: an immediately recognizable image that evokes the clichés associated with the region while simultaneously questioning them. Among the works discussed is “L’Ottimista” (“The Optimist”), connected with the waste crisis and constructed around the tension between the image’s immediate meaning and a more positive dimension revealed through closer consideration. In the journalist’s reading, the repeated use of the same form is therefore more than a visual device. The logo gradually becomes a language through which Adinolfi brings together territorial identity, current events, stereotype, and contemporary reality..



 
Corriere del Mezzogiorno, 12 gennaio 2011
La regione vista dall’artista Adinolfi / “La Campania che spara e quella che non spera”
di Antonio Fiore
 
 
Il Corriere del Mezzogiorno dedica a Marco Adinolfi un richiamo di prima pagina accompagnato dall’ immagine di una delle opere di “MonoLogo”. Antonio Fiore parte dalla conformazione geografica della Campania, osservandola come una pistola: il Cilento, il Casertano e la Penisola sorrentina vengono letti in relazione alle diverse parti dell’arma. La geografia regionale viene così trasformata, nello sguardo dell’artista, in un’immagine unica e immediatamente riconoscibile. Nell’ approfondimento interno, Fiore mette in relazione il lavoro di Adinolfi con la celebre immagine pubblicata da Der Spiegel nel 1977, nella quale una pistola era accostata a un piatto di spaghetti. Secondo il giornalista, la differenza sostanziale sta nel fatto che, nell’ immagine di Der Spiegel, arma e territorio restano distinti, mentre nella ricerca di Adinolfi finiscono per coincidere. Fiore definisce questa ricorrenza una “Campania-revolver”, sottolineando la serialità con cui l’artista ripropone e trasforma il motivo all’ interno della mostra. La sagoma regionale viene variata, resa più realistica o combinata con altri elementi dell’immaginario napoletano, come nella versione legata a Pulcinella. Il servizio collega inoltre alcune opere all’ immaginario della cronaca napoletana, alla violenza e all’ emergenza dei rifiuti. Tra queste, “L’Ottimista”, nella quale la sagoma della Campania è associata all’ immagine della spazzatura, introduce secondo Fiore una particolare tensione ironica tra il titolo e la rappresentazione del degrado. La lettura del Corriere del Mezzogiorno presenta così “MonoLogo” come una ricerca sulla rappresentazione della Campania: la sua forma geografica diventa progressivamente territorio, simbolo, arma e metafora.
 
English version
 
Corriere del Mezzogiorno, January 12, 2011
The Region Seen Through the Eyes of Artist Marco Adinolfi / “The Campania That Shoots and the One That Has No Hope”
By Antonio Fiore
 
 
The Corriere del Mezzogiorno devoted a prominent front-page feature to Marco Adinolfi, accompanied by an image from “MonoLogo”. Antonio Fiore begins with the geographical outline of Campania, reading it as the shape of a pistol: the Cilento, the Caserta area, and the Sorrento Peninsula correspond, in the journalist’s interpretation, to different parts of the weapon. The regional map is thus transformed into a single, immediately recognizable image. In the accompanying article, Fiore places Adinolfi’s work alongside the famous image published by Der Spiegel in 1977, showing a pistol placed beside a plate of spaghetti. The journalist identifies a fundamental difference: in the Der Spiegel image, the weapon and the territory remain separate, whereas in Adinolfi’s work they ultimately become one. Fiore describes the recurring image as a “Campania revolver”, emphasizing the serial character with which Adinolfi repeatedly revisits and transforms the motif throughout the exhibition. The regional outline is variously stylized, rendered more realistically or combined with other elements of Neapolitan imagery, including a version involving Pulcinella.
The article also connects several works with the imagery of contemporary Naples, violence and the waste crisis. Among them, “L’Ottimista” (“The Optimist”), in which the outline of Campania is associated with images of waste, introduces, in Fiore’s reading, an ironic tension between title and representation. The Corriere del Mezzogiorno therefore presents “MonoLogo” as an investigation into the representation of Campania: its geographical shape progressively becomes territory, symbol, weapon and metaphor.



ROMA - 13 gennaio 2011
LA MOSTRA | DA PICA GALLERY, INSTALLAZIONI DI FORTE IMPATTO SOCIALE / Il MonoLogo di Marco Adinolfi
di Giorgio Caruso

 
 
Giorgio Caruso presenta “MonoLogo” alla Pica Gallery come una mostra costruita intorno a un unico elemento grafico: la pistola ricavata dalla forma geografica della Campania. L’articolo ricorda l’intuizione del 2003 dalla quale prende avvio il progetto e sottolinea come Adinolfi trasformi progressivamente quella coincidenza geografica in una matrice visiva attraverso la quale affrontare temi legati alla realtà napoletana e campana. Tra le opere citate, “L’Ottimista” utilizza sacchetti di plastica per tracciare il profilo della regione, mettendolo in relazione con il logo-pistola. “Bufala doc” combina invece elementi della cultura e del paesaggio campano con il simbolo dell’artista, mentre “Speculare” accosta le mappe della Campania e della Lombardia, introducendo una riflessione sui rapporti tra criminalità organizzata e dimensione economica. Caruso evidenzia soprattutto il carattere non esclusivamente estetico della ricerca. Nella sua interpretazione, ironia, provocazione e simbolismo sono strumenti attraverso i quali Adinolfi cerca un confronto diretto con lo spettatore. “MonoLogo” emerge così come un sistema di immagini nel quale un singolo segno viene continuamente trasformato per affrontare questioni sociali, ambientali, territoriali e culturali.
 
English version
 
Roma - January 13, 2011
THE EXHIBITION | INSTALLATIONS WITH A STRONG SOCIAL IMPACT AT PICA GALLERY / Marco Adinolfi’s MonoLogo
By Giorgio Caruso
 
 
Giorgio Caruso presents “MonoLogo” at Pica Gallery as an exhibition built around a single graphic element: the pistol-shaped image derived from the geographical outline of Campania.
 The article recalls the insight that initiated the project in 2003 and emphasizes how Adinolfi progressively transformed this geographical coincidence into a visual matrix through which to address issues connected with contemporary Naples and Campania. Among the works discussed, “L’Ottimista” (“The Optimist”) uses plastic bags to trace the outline of the region and places it in relation to the gun logo. “Bufala doc” combines elements of Campanian culture and landscape with the artist’s symbol, while “Speculare” (“Specular”) juxtaposes maps of Campania and Lombardy, introducing a reflection on the relationship between organized crime and the economic sphere.
Caruso particularly emphasizes the research’s social dimension. In his interpretation, irony, provocation and symbolism function as means through which Adinolfi establishes a direct relationship with the viewer. “MonoLogo” therefore emerges as a visual system in which a single sign is repeatedly transformed in order to address social, environmental, territorial and cultural issues.


 
Il Mattino - 15 gennaio 2011
MOSTRE & PERSONE | DA VEDERE / Con Adinolfi nella Campania formato pistola
di Daniela Ricci
 
 
Nella rubrica “Mostre & persone – Da vedere”, Daniela Ricci presenta la personale “MonoLogo” alla Pica Gallery di via Vetriera 16. Il titolo dell’articolo sintetizza l’intuizione alla base della ricerca: la Campania viene letta attraverso la propria forma geografica, che Adinolfi trasforma nell’ immagine di una pistola. Ricci ricorda l’origine del progetto nel 2003 e interpreta la pistola-Campania come un’immagine capace di mettere in tensione realtà e stereotipo. Tra le opere citate, “L’Ottimista” affronta il tema dell’emergenza rifiuti attraverso una costruzione nella quale il materiale e il titolo producono una contrapposizione tra crisi e possibilità di resistenza. L’articolo amplia quindi la lettura di “MonoLogo” attraverso diverse opere: “Il segreto di Pulcinella”, “Dove sono i civili”, “Screening” ed “Emergency”. In ciascuna, lo stesso segno assume una diversa configurazione e un diverso significato. Particolarmente significativa è la riflessione conclusiva  sull’ ironia, che Ricci riporta attraverso le parole dello stesso Adinolfi, definita dall’ artista una sorta di “alchimia” capace di manifestarsi in contesti differenti.
Nella lettura di Ricci, è proprio questa componente a consentire alla ricerca di affrontare temi complessi mantenendo in equilibrio provocazione e riflessione, critica e gioco.
 
English version
 
Il Mattino, January 15, 2011
EXHIBITIONS & PEOPLE | MUST SEE  / With Adinolfi Through Campania Shaped Like a Pistol
By Daniela Ricci
 
 
In the “Exhibitions & People – Must See” section, Daniela Ricci presents Marco Adinolfi’s solo exhibition “MonoLogo” at Pica Gallery on Via Vetriera 16 in Naples. The article’s title captures the central intuition behind the project: Campania is viewed through its geographical shape, which Adinolfi transforms into the image of a pistol. Ricci recalls the origin of the project in 2003 and interprets the Campania-pistol as an image that places reality and stereotype in tension. Among the works discussed, “L’Ottimista” (“The Optimist”) addresses the waste crisis through a construction in which material and title create a contrast between crisis and the possibility of resistance. The article expands its discussion of “MonoLogo” through several works, including “Il segreto di Pulcinella” (“Pulcinella’s Secret”), “Dove sono i civili” (“Where Are the Civilians?”), “Screening” and “Emergency”. In each case, the same visual sign assumes a different configuration and meaning. The concluding reflection on irony is particularly relevant. Ricci quotes Adinolfi describing irony as a form of “alchemy”, capable of emerging across different contexts. In Ricci’s reading, this dimension allows the project to address complex subjects while maintaining a balance between provocation and reflection, critique and play.


 
CHIAIA magazine, gennaio/febbraio 2011 — n. 1/2, p. 19
ARTE | Saper Vivere  / “MonoLogo” di Adinolfi conquista la Pica Gallery / Una figura che fonde realtà e luogo comune del nostro territorio
di Valeria Puntuale
 
 
Nel numero di gennaio/febbraio 2011, CHIAIA magazine dedica una pagina della sezione “Arte | Saper Vivere” alla personale “MonoLogo” di Marco Adinolfi alla Pica Gallery. Valeria Puntuale individua nel concetto di logo il centro della ricerca: un unico segno attraverso il quale l’artista interpreta la realtà circostante e, in particolare, il territorio campano. Anche in questo caso l’origine viene ricondotta alla somiglianza tra la forma geografica della Campania e quella di una pistola. Nella lettura della giornalista, questa coincidenza permette ad Adinolfi di fondere realtà e luogo comune, trasformando una caratteristica geografica in un simbolo appartenente anche all’immaginario collettivo. Puntuale sottolinea inoltre la presenza di una costante dialettica degli opposti. Il segno della pistola non viene ricondotto esclusivamente alla criminalità, ma diventa il punto di partenza per riflessioni sulla tradizione, sulla rappresentazione della Campania e sulle sue emergenze sociali, sanitarie e ambientali. L’articolo presenta quindi “MonoLogo” come una ricerca nella quale una forma semplice e riconoscibile viene trasformata in un dispositivo visivo più ampio, capace di mettere in relazione identità territoriale, stereotipo, ironia e critica sociale.
 
English version
 
CHIAIA magazine, January/February 2011 — No. 1/2, p. 19
ART | Saper Vivere / Adinolfi’s “MonoLogo” Takes Over Pica Gallery / An Image That Blends Reality and the Stereotypes of Our Territory
By Valeria Puntuale
 
 
In its January/February 2011 issue, CHIAIA magazine devoted a page in its “Art | Saper Vivere” section to Marco Adinolfi’s solo exhibition “MonoLogo” at Pica Gallery. Valeria Puntuale identifies the concept of the logo as the core of the artist’s research: a single visual sign through which Adinolfi interprets the reality surrounding him, with particular attention to Campania. The project once again originates from the resemblance between the geographical outline of Campania and the shape of a pistol. In the journalist’s reading, this coincidence allows Adinolfi to bring together reality and stereotype, transforming a geographical feature into a symbol that also belongs to the collective imagination. Puntuale further emphasizes the recurring dialectic of opposites within the project. The pistol-shaped sign is not reduced exclusively to a reference to crime; rather, it becomes a starting point for reflections on tradition, the representation of Campania and its social, health and environmental emergencies. The article therefore presents “MonoLogo” as a body of work in which a simple and recognizable form is transformed into a broader visual device, bringing together territorial identity, stereotype, irony and social commentary.


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